sabato 2 gennaio 2016

L’anno scorso ha visto disordini prerivoluzionari, il prossimo potrebbe vedere disordini post rivoluzionari


di Benjamin Fulford

Questo è l’ultimo rapporto settimanale di notizie ed analisi geopolitiche per il 2015, ed è il momento giusto per guardare indietro e vedere quanto è cambiato nel corso dell’anno passato. Per molti versi la situazione ora è simile alla situazione in Europa orientale poco prima della caduta dell’Unione Sovietica. La maggior parte dell’Europa dell’Est aveva rovesciato i propri signori stalinisti e solo il Big Kahuna, l’Unione Sovietica, era rimasta in piedi.

L’Europa ha già respinto la regola mafiosa Kazariana e ciò che il mondo attende è il crollo del regime canaglia che ancora controlla Israele, gli Stati Uniti e alcuni stati vassalli come il Giappone. Questo può essere fatto nel 2016, ma solo se la società del Drago Bianco Società insieme ai paesi BRICS ed ai loro alleati europei continuano l’offensiva.

giovedì 3 dicembre 2015

Putin: “Se l’Italia uscisse dall’Europa troverebbe nella Russia un fedele alleato”


“L’Italia non deve temere l’Europa e non ha bisogno di inginocchiarsi” è quanto dichiarato da Vladimir Putin durante la conferenza stampa di questa mattina. “Se decidesse di uscire dall’Europa non rimarrebbe sola. La Russia sarebbe disposta ad accoglierla a braccia aperte” ha poi continuato all’interno del suo discorso.
Secondo quanto dichiarato infatti il Cremlino vedrebbe l’Italia sotto scacco dell’Europa e avvertirebbe una “dipendenza” forzata nei confronti dell’Unione Europa.
“L’Italia vive in un clima di sudditanza invisibile imposto da un Governo troppo mite, potenzialmente rappresenta la terza potenza mondiale grazie alle sue riserve auree ma nella realtà dei fatti è l’ultima ruota del carro. Se gli Italiani aprissero gli occhi il Paese potrebbe risollevarsi economicamente in meno di un anno”

Fonte: news24roma
http://ununiverso.altervista.org/blog/putin-se-litalia-uscisse-dalleuropa-troverebbe-nella-russia-un-fedele-alleato/










domenica 29 novembre 2015



La saggezza del samadhi
 
del venerabile Ajahn Paññavaddho

© Ass. Santacittarama, 2005. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.
Traduzione di Valeria D'Atanasio.

Ajahn Paññavaddho, britannico, discepolo di Luang Por Maha Boowa in Thailandia, è morto nell'anno 2004 dopo circa cinquant'anni di vita monastica.

NEL PROCESSO DI EDUCAZIONE DELLA MENTE bisogna sviluppare la saggezza; ma purtroppo per fare ciò non basta la volontà, il solo desiderio di saggezza. Alcune persone possono avere una saggezza innata, ma non riescono a tirarla fuori e usarla correttamente se non hanno anche abbastanza consapevolezza per sostenerla e controllarla. La saggezza non è solo pensiero intellettuale. La sua natura è un’altra, essa può sorgere solo da uno stato di calma interiore. Quindi, condizione necessaria per l’allenamento mentale è raggiungere uno stato di calma.
Samadhi, lo stato di calma raggiunto tramite la meditazione, ha più livelli a seconda del grado di assorbimento di citta nell’oggetto di meditazione. La parola citta vuol dire mente, cuore e consapevolezza, è il fulcro di una persona; tutto il resto, inclusi i cinque khanda, è secondario.
Chiunque voglia raggiungere la saggezza, e uno stato di felicità più alto di quella normalmente possibile in questo mondo, deve sviluppare la pratica di samadhi. Se si è ottenuto il samadhi la via per lo sviluppo della saggezza diventa chiara.
Sviluppare samadhi può essere riassunto così. Normalmente il cuore è affamato, vuole sempre qualcosa ed è in continua ricerca; l’unico modo che conosce è cercare attraverso i sensi, nel mondo, perché questo è ciò che ha imparato. Vuole una cosa, ne cerca un’altra, vuole ascoltare quello, trovare quell’altro e così via, tutto il tempo. È costantemente fuori, ma quello che trova nel mondo e quello che ottiene facendo così non soddisfa mai la sua fame, al contrario tende ad aumentarla. Il cuore dopo tutto questo cercare è ancora affamato.
La via per soddisfare il cuore non è quella di andare fuori, ma nella direzione opposta. Si deve distogliere l’attenzione dagli stimoli sensoriali, memoria e pensieri, sia discorsivi che allegri. Si deve dare alla mente meno cose possibili a cui attaccarsi. Si permette all’attenzione di concentrarsi solo sugli oggetti della meditazione come la ripetizione di “Buddho” o l’osservazione del respiro. Si dà alla mente quest’unica cosa a cui aggrapparsi, come un’ancora.
  FINE  DEI TEMPI - ASCENSIONE  

 Dott. Georgi Stankov 

 

Aggiornamento  Frecce (116)Leggi

..."Io non sono un giornalista di internet 
ma il più grande scienziato negli ultimi 2000 anni.
Basta leggere i miei libri scientifici  sul diritto universale e capirli,  per comprendere la grandezza di questa affermazione".
Con amore e luce .
 Georgi 

I LIBRI  DEL  DR. GEORGI STANKOV  
SI POSSONO SCARICARE LIBERAMENTE DAL SUO  SITO:

venerdì 27 novembre 2015

LA PAURA DELLA POVERTÀ
La paura della povertà è uno stato della mente, niente di più, ma esso è sufficiente a distruggere le possibilità, che ognuno di noi ha, di raggiungere un qualsivoglia risultato.
In effetti questa Paura:

- paralizza le facoltà della ragione;
- distrugge la facoltà dell'immaginazione;
- uccide l'autofiducia;
- scoraggia l'iniziativa;
- conduce all'incertezza di propositi;
- incoraggia la procrastinazione;
- uccide l'entusiasmo e rende impossibile l'autocontrollo;
- toglie il fascino da ogni personalità;
- distrugge la facoltà di pensare accuratamente;
- distoglie la concentrazione;
- mina la persistenza;
- uccide il potere della volontà e lo riduce a niente;
- distrugge l'ambizione;
- annebbia la memoria;
- invita al fallimento, in ogni forma possibile;
- uccide l'amore ed assassina le emozioni;
- scoraggia l'amicizia ed invita al disastro in un centinaio di forme;
- conduce alla svogliatezza, alla miseria ed all'infelicità.

Questa Paura è senza dubbio la più distruttiva tra le sei; è in testa a questa lista proprio perché è la più difficile da conoscere a fondo, essa accresce la tendenza ereditaria, propria dell'uomo, di depredare economicamente il suo simile.
Quasi tutti gli animali inferiori sono spinti e motivati dall'istinto, ed essendo la loro capacità mentale molto limitata si assalgono reciprocamente, mentre l'uomo, dotato di intuizione e della capacità di pensare e di ragionare, non vuole mangiare fisicamente il suo simile ma trova maggior soddisfazione nel divorarlo economicamente.

mercoledì 25 novembre 2015

di Dominique Lacroix

Molte persone attualmente si trovano a dover affrontare un gran numero di situazioni difficili, che non corrispondono a quello che consapevolmente vogliono.


Vivere situazioni difficili
Per alcuni si tratta di inaspettate difficoltà di coppia o con altri membri della famiglia. Altri non si sentono più al loro posto nel loro attuale lavoro, oppure non si sentono più a loro agio dove abitano o nella zona in cui vivono. Altri ancora hanno improvvisi problemi di salute o subiscono incidenti piuttosto seri. Molti altri sperimentano una marea di emozioni represse che tornano improvvisamente a galla e non si sentono capaci di superarle. Tutto questo può essere molto destabilizzante. Inoltre, state constatando che nonostante tutto il lavoro spirituale che avete fatto (o che credete di aver fatto), molte cose nella vostra vita non sono ancora cambiate.

Il punto è che la vera spiritualità consiste nel ricordarvi chi siete veramente, ritrovando l’unità interiore con la vostra essenza originale e divina. Per raggiungere questo, dovete accettare di disfarvi dei vecchi schemi di riferimento e di tutte le energie basse e negative che avete ancora dentro. Vi vengono presentate tutte le occasioni per farvi prendere coscienza delle cose che vi impediscono di ristabilire nel vostro essere la vibrazione dell’amore incondizionato.
La prima cosa da fare è accettare che tutto quello che vi capita non è dovuto al caso o alla sfortuna. Ogni situazione difficile arriva per darvi l’occasione di superare una nuova tappa della vostra evoluzione. Accogliendo le difficoltà e gli imprevisti senza fare resistenza e con cuore aperto, vi date la possibilità di guarire dalle vecchie ferite emotive nascoste nell’inconscio: senso di colpa, vergogna, risentimento, rabbia, gelosia, sfiducia, rifiuto, ecc. Tutte queste emozioni represse, infatti, intaccano la vostra vita e vi impediscono di essere autentici, di sentirvi liberi, leggeri e semplicemente felici di vivere.
E’ anche l’occasione per lasciar andare i vecchi concetti della realtà e i vecchi sistemi di riferimento non più validi, come la paura di non essere all’altezza, l’insicurezza per il futuro o il credere che non è possibile cambiare qualcosa nella vostra vita o che non ne avete la capacità.