domenica 5 luglio 2015

La strage delle bibite zuccherate: causerebbero 184mila decessi l’anno



Bevande zuccherate, tanto gustose e (pare) dissetanti quanto letali. Sono 184mila i decessi provocati all’anno dalle bibite piene di zucchero: dalle bevande analcoliche ai frullati di frutta, tutte ma proprio tutte le bevande dolci ci potrebbero portare al patibolo. 
A dirlo è una stima pubblicata sulla rivista Circulation dell’American Heart Association, che ha reso nota una prima valutazione delle morti globali da attribuire proprio alle bibite dolci. Il dato è stato ricavato dalla somma di circa 133mila morti ogni anno per il diabete, 45mila per malattie cardiache e 6.450 per tumore: in pratica, secondo le analisi, tutte queste malattie sono collegate ad un abuso di bevande zuccherate.

Non solo, quindi, le bevande zuccherate fanno invecchiare più velocemente, ma è ormai confermato che il loro eccessivo consumo non ci fa per niente bene.

LO STUDIO – La ricerca è stata condotta da un team americano delle università di Harvard, Tufts e Washington, in collaborazione con l’Imperial College di Londra nel Regno Unito. I ricercatori hanno analizzato 62 studi scientifici sull’alimentazione con i dati di oltre 611mila persone, realizzati in 51 diversi Paesi tra il 1980 e il 2010 (quasi i due terzi della popolazione adulta del mondo). La maggior parte delle vittime ha un’età compresa tra i 20 e i 44 anni e il Messico è il Paese con il più alto tasso di mortalità, con 404,5 decessi ogni milione di adulti.

Secondo gli esperti, questi risultati indicano la necessità di sforzi concentrati sulla popolazione per ridurre il consumo delle bevande zuccherate in tutto il mondo, “attraverso politiche sanitarie efficaci e interventi mirati diretti ad arginare le malattie correlate all’obesità”.


Insomma, non c’è neppure un motivo per continuare a bere queste bevande, nemmeno quello di levarci di torno il malumore! 

Germana Carillo


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sabato 4 luglio 2015

 Fireworks supreme HOMmega Official


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Chi Sono

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Se potessi raccontarmi in una forma più libera direi di me stessa che sono:

un’allieva per vocazione, che ho desiderato imparare  con tutta me stessa per trovare il luogo da cui provengo,  le mie vere origini, il mio ruolo in questo universo. Che ho voluto imparare con tutto il mio essere il valore della legge, i luoghi a cui conduce il bene  e tutti i segreti della mia anima.  Sempre, di più, e poi ancora. Ho percorso a grandi passi la via sicura dell’antica saggezza che milioni di uomini hanno costruito con le loro vite ben spese per loro stessi e per noi.

P. Ubaldi rivela i Magnifici Segreti della Psiche




Sebirblu, 3 luglio 2015

Pietro Ubaldi, nel suo libro "L'Ascesi Mistica", aveva già dedicato due ampi capitoli al tema della struttura psichica dell'uomo che più tardi è stata confermata anche da un insigne studioso.

Lo riferisce lui stesso in un altro prestigioso testo, scritto in Brasile e di recente pubblicazione in Italia, il cui estratto vi riporto, gentili Lettori, perché l'argomento estremamente interessante è stato qui reso più schematico e di maggiore comprensione.



Giorgio Vaselli  (dettaglio)

Ubaldi scrive:

"Il dott. Roberto Assagioli nel suo volume «La Psicosintesi» (Firenze 1966), in uno schema grafico mostra che gli elementi e le funzioni psichiche sono costituiti da:

1) Una zona più bassa o inconscio inferiore, solitamente detto il subcosciente.

2) Una zona mediana o inconscio medio, che include nel suo mezzo il normale campo di coscienza o consapevolezza individuale, al cui centro è situato l'Io cosciente o Ego.

3) Una zona più alta o inconscio superiore che chiamiamo super-cosciente, in cima alla quale splende il grande IO divino o SÉ superiore.

Useremo in questo capitolo i termini subcosciente e super-cosciente nel senso dato loro dall'uso comune.

Ricordiamo però che non significano un cosciente inferiore o superiore, ma un inconscio inferiore o superiore, dal momento che l'umana zona di coscienza è limitata e si trova all'altezza e nel campo dell'inconscio medio.

Attorno a quest'organismo psichico così individuato si espande l'atmosfera dell'inconscio collettivo o mondo psichico meta-individuale.


La donna
foto di ๑๑๑ Nel Nome della Madre ๑๑๑.
Lei è la sua ispirazione.
Lei sta diventando il proprio modello di ispirazione.
Lei ha sempre cercato idoli e mentori sui quali modellare se stessa.
Ora no, non più.
Mentre si evolve e diviene donna inizia a riconoscere la propria unicità, non riesce a trovare esempi da emulare.
Nessun guru, maestro, si adatta al suo percorso, alla donna che sta diventando.
Il suo cammino è unico, come lei, originale.
Il tumulto interiore che percepisce, le suggerisce di creare dall'interno il mondo esteriore.
Lei, ha sempre avuto eroine ed eroi a riempire la sua vita, ma ora che sta maturando, le illusioni svaniscono.