venerdì 29 giugno 2012

FILM COMPLETO CENSURATO DA TUTTE LE TV ITALIANE


Il ragazzo che vive secondo natura

pecoranera
«il più piccolo degli orti è esso stesso compendio dell’intero Pianeta, una metafora tessuta da fibre vegetali, terra e acqua che ci insegna un modo responsabile di vivere il palcoscenico più grande, quello fatto di fiumi, montagne, mari, pianure. L’orto dona una visione privilegiata a chi lo coltiva. Serenità e una spolverata di saggezza. Così percorriamo le geometrie di ortaggi e ne usciamo pronti per affrontare le noie quotidiane»
“Sei troppo intelligente per lavorare la terra”. È la frase con cui un amico commentò la scelta straordinaria di Devis Bonanni, 28 anni. Nell 2008 ha lasciato il lavoro e ha deciso di vivere della terra che coltiva in un paesino della Carnia (Friuli –Venezia Giulia), dopo anni di esperimenti che ha raccontato in un blog, ora diventato un libro Pecoranera (Marsilio)  in libreria dal 7 marzo.
“Ti stancherai presto” profetizzò l’amico. “Sono ancora qui” dice Devis a Panorama.it. “non potrei più immaginare di vivere senza l’orto, qualunque cosa finirò per fare nella vita. Lavorare la terra è una parte di me, è come camminare, respirare”.
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Vive di ciò che cresce nel suo appezzamento (Pecoranera, appunto), e delle uova delle sue galline. Per le spese gli bastano 200 euro al mese che guadagna vendendo il surplus. La sua casa di legno è aperta a coloro che vogliono passare del tempo in mezzo al verde offrendo in cambio due braccia e un po’ di sudore.

Il racconto dell’avventura di Pecoranera (quella che “ha imboccato la cattiva strada o non soddisfa le aspettative degli altri”), si apre con una riflessione tagliente “I bisogni schiacciano noi e ammorbano il Pianeta… Sediamo a tavola annoiati da tanta abbondanza e sapore. Senza fame non ci sarà pietanza in grado di soddisfarci. Perché abbiamo bandito la fame dalle nostre tavole?. Risparmiamo al nostro corpo la fatica del movimento e allontaniamo la fame dalla nostra tavola. Risparmiamo al nostro corpo ogni genere di fatica! Il nostro corpo immoto si ammala nel suo stesso torpore. Allora corriamo sul tapis roulant come criceti che non hanno altro mondo che la propria gabbia.”
La scelta di vivere seguendo i ritmi della natura e soprattutto rispettandola, era da tempo nascosta nell’anima di Devis, fin dalle superiori. Ha studiato il “computer” per la gioia della nonna e di “computer” è vissuto per 5 anni, facendo il tecnico in un’azienda informatica. Ma la sua mente e il suo tempo libero erano già occupati dalle zolle, dalle fatiche di sottrarre l’insalata alle lumache e dall’emozione di vedere le piante curvarsi sotto il peso dei pomodori, rossi e succosi.

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Finché un giorno, alla fine delle ferie estive del 2007, ha deciso che rientrare in ufficio era insopportabile. È tornato, ma solo per dire addio. E aprire la porta della nuova vita.
Devis è cresciuto a Raveo, un pugno di case e qualche centinaio di abitanti nel cuore delle montagne carniche, ha letto gli anarchici e tratto ispirazione da Henry David Thoreau, autore di Walden, ovvero vita nei boschi. È rimasto folgorato dall’esperienza dell’ecovillaggio-comune di Bagnaia che ha pensato di ricreare nella sua terra. “All’inizio gli ideali socio- politici e  l’ambientalismo  erano importanti e lo sono ancora” spiega Devis Bonanni “Ora per me contano di più il rapporto con la terra e con il cibo. Ci affidiamo a medici laureati per farci curare quando ci ammaliamo,  magari due volte l’anno. Ma non ci interessa più  da dove arriva quello che mangiamo. È tutto così sofisticato da aver perso perfino la sua natura. Fare l’orto ci fa capire quanta fatica ci vuole”.
Nel libro Devis si confronta con la furia distruttrice della grandine “Per qualche giorno fui colpito dall’anoressia del lutto”, con la disperazione di perdere un animale e con  l’impudenza di un cervo che si mangia i germogli costati tanta fatica.  Le pagine profumano della prima polenta fatta con il grano cresciuto a Pecoranera. Tra le righe si svelano persone: Eros l’amico, Guerrino, il mentore, il professore di agraria e i suoi consigli per cominciare, le donne di Carnia, e  si contano gli oggetti che riposano sulla credenza della casa di Devis (14, ma erano stati 103). Si affrontano momenti di sconforto: “compilai un curriculum e mi presentai a un centro per impiego”…
Con Sara e Sebastiano, la coppia con cui doveva partire l’ecovillaggio l’esperienza è conclusa. “Devo decidere cosa farò. Se aprire un’azienda agricola vera e propria, ma non penso di essere tagliato per tutta quella burocrazie” rivela Devis, o cercare qualche impiego part time per l’inverno”. Quello che è certo è che comunque vada a Pecoranera, e nella vita, il sole dopo la grandine insegna: “Per quanto grande sia la piaga che colpisce la sua terra solo un raccolto potrà andar perduto. C’è una sorta di franchigia della tragedia. La Natura ritorna sempre alla vita e noi con lei”.


                     Pecoranera
Devis Bonanni
Pecoranera
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 Sidney, neonato morto viene riportato in vita dalle coccole della madre

neonato_resuscitato

In un ospedale di Sidney le coccole amorevoli di mamma Kate hanno riportato in vita, dopo due ore, il piccolo Jamie, nato prematuramente alla 27esima settimana.

Per dovere di cronaca, se cronaca può essere definita, riportiamo lo straordinario caso di un neonato australiano morto e riportato in vita dai baci e dalle carezze della madre. Molte sono le vicende che la scienza non può e non vuole spiegare, alcune delle quali sollevano un giustificato scetticismo, che si può superare soltanto se si cambia punto di vista, ad esempio guardando alla speranza che queste stesse vicende sono capaci di trasmettere.
Sidney, Australia: Kate Ogg ha da poco partorito una coppia di gemelli, Emily e Jamie, nati prematuramente alla 27esima settimana . La sorellina è riuscita a sopravvivere, mentre il fratellino viene dichiarato morto dai medici, che per venti intensi minuti hanno fatto il possibile per rianimarlo. Nonostante la tragica ufficialità della notizia, mamma Kate ha stretto al suo petto il figlio, libero dal lenzuolino che lo copriva. Due ore di carezze, baci, coccole e all’improvviso il miracolo: Jamie, dopo un sussulto, ha iniziato a respirare regolarmente sul seno della madre, sorprendendo i medici che non potevano credere ai loro occhi.
Questo il racconto della madre durante la trasmissione Today Tonight, citata poi dal Daily Mail: “Il medico mi chiese, dopo il parto, se avevamo già dato un nome a nostro figlio. Io gli dissi che si chiamava Jamie, e lui tornò da me con il bimbo in braccio dicendomi: ‘Abbiamo perso Jamie, non ce l’ha fatta. Mi dispiace’. E’ stata la peggior sensazione che abbia mai provato, presi Jamie in braccio, lo strinsi a me. Le sue braccia e le sue gambe penzolavano dal suo corpo, non si muoveva. Io e David abbiamo iniziato a parlargli, gli abbiamo detto il suo nome e che aveva una sorella, gli abbiamo deto ciò che avremmo voluto che facesse nella sua vita. Dopo un po’, ha iniziato a muoversi, a respirare ancora. Ho pensato ‘Mio Dio, cosa succede?’, e dopo pochi secondi ha riaperto gli occhi. E’ stato un miracolo. Siamo i genitori più fortunati del mondo”.
Mamma Kate è convinta che a riportare in vita il suo bambino sia stato il contatto diretto tra loro, calore trasmesso pelle a pelle che avrebbe quindi fatto “risvegliare” il piccolo Jamie. Cosa sia accaduto realmente, se questo o altro, non è possibile spiegarlo, fatto sta che la famiglia è diventata presto molto celebre a Sidney, dove media e pubblico stanno letteralmente impazzendo per la loro storia. Simbolo di speranza e amore in un mondo che ormai fatica a crederci.
Danila Mancini
donna.fanpage.it

video suggerito da Maria Teresa, altri video sul canale YouTube Matres Matutae


FILM -La Fine è il mio Inizio

Locandina di La fine è il mio inizio

Un'opera di parole e silenzi che sfida le leggi dell’intrattenimento. Ormai giunto al termine della propria vita, Tiziano Terzani racconta a suo figlio Folco la sua storia.

la fine è il mio inizio
Mancano poche settimane alla fine. Tiziano Terzani, da tempo malato di cancro, sta per morire. Mentre raccoglie i suoi ultimi pensieri, tra salutari risate e umane preoccupazioni, decide di richiamare il figlio Folco da New York per trascorrere con lui, nella sua casa di campagna, un momento di confronto confessionale. Quei dialoghi, registrati con devoto impegno dal figlio, diventeranno il libro “La fine è il mio inizio”.

Il film di Jo Baier è un atto di coraggio che sfida le dure leggi dell’intrattenimento perché è un’opera fatta di parole, silenzi e sguardi, pochi movimenti agitati e tante inquadrature delicate. Chiusi, e allo stesso tempo liberi, nella casa di campagna del giornalista, i protagonisti sono in burrasca, attendono con controllata pacatezza un dolore annunciato. Ma il desiderio di ribellarsi ad un programma stabilito di sofferenza viene incanalato in un senso più ampio di pace. La confessione arguta di un uomo che ripercorre, episodio dopo episodio (l’incontro con la moglie Angela, gli aneddoti sui due figli), paese dopo paese (Cina, Vietnam, Singapore), tutte le più grandi esperienze della sua vita, investe il figlio della responsabilità di registrare tutto perché, mentre il corpo se ne va, l’animo continui a vivere nella memoria di chi rimane.


Lo spettatore deve predisporsi all’ascolto, deve calibrare i propri istinti emotivi, lasciarsi andare alla commozione ma allo stesso tempo rimanere vigile di fronte al pensiero finale di un uomo che potrebbe sembrare esoterico (il contatto stretto con la natura, la predisposizione a riflessioni sull’universo, e l’abbigliamento da ‘santone’), ma che invece evita qualsiasi tentazione new age. Anche quando racconta del volo di una coccinella sull’Himalaya o delle cavallette che ricordano primavera, il suo personale panteismo naturalistico non rappresenta mai un punto d’arrivo ma un passaggio che chiama altro sapere. E così, anche alla fine della vita corporea, non smette di curiosare tra le profondità dell’anima, tentando – e infine trovando – un modo umanamente altissimo di andarsene.


Ridere per poter morire in pace, seppur con rabbia. E morire ridendo. Abbandonarsi a ciò che accomuna tutti gli uomini con accettazione, dimostrando che si può volgere lo sguardo al passato, ripensare a ciò che si è fatto e riconoscersi: fare la vita che si desidera è fattibile, dice il padre Tiziano al figlio Folco. Bruno Ganz e Elio Germano dimostrano di aver compreso la profondità del suo pensiero e, con dedizione e rispetto, rappresentano, il primo l’ingombrante ombra di un padre straordinario ma difficile da raggiungere, il secondo l’intelligente volontà di essere diverso dal genitore, pur ammirandone lo spirito da esploratore. Un’eredità aggraziata che, in tempi di distrazione cronica e rumore generalizzato, dimostra di essere un gioiello preziosissimo.
Video




http://www.versoilsole.it/soltrenews/film/29-la-fine-e-il-mio-inizio-tiziano-terzani.html

Odio le Mestruazioni: Mi Conviene?

ciclo_mestruale
«Ogni volta che arrivano le mestruazioni è un problema. I dolori sono forti».

«Il periodo che precede le mestruazioni è un tormento: sono di pessimo umore, ho spesso mal di testa, sono nervosa».
«Non ho mai avuto una buona relazione con le mestruazioni. Sono solo una seccatura».
«Il mio ciclo mestruale è irregolare e ballerino».



Mestruazioni: un aspetto della vita femminile molto controverso.
Poche sono le donne che vivono questo evento serenamente. Tante sono invece quelle che vanno incontro a disturbi e disagi. Oppure ci sono diverse donne che le vivono "come se niente fosse", senza entrare in sintonia con questa profonda esperienza del femminile ciclico.
Per i disturbi mestruali oggi le proposte curative sono tante: farmacologiche e naturali. Io sono naturopata e quindi consiglio il secondo tipo di intervento. Però, nella mia esperienza, mi sono accorta di un aspetto importante.
La donna deve prima di tutto cambiare il suo approccio a questi eventi. Se non succede i risultati sono limitati. È infatti difficile vivere serenamente qualcosa che si rifiuta. O si teme. O che non si comprende, svalutandolo nel suo valore.
Sì, è proprio così: le mestruazioni sono esperienze femminili che accompagnano la vita delle donne senza essere comprese.  Sono sconosciute nel loro significato profondo. Ma quando scopri il loro significato qualcosa in te cambia.
Se vivi questo evento senza particolari disturbi acquisisci una nuova consapevolezza di te stessa e delle tue dinamiche femminili.
Se invece vivi questo evento con disagio fai il primo e fondamentale passo verso la guarigione e il benessere.

Il ciclo mestruale....

Come vivono i Pleiadiani sul loro pianeta?

Billy Meier

«La Terra già da milioni di anni è servita come colonia di detenzione, questo è il problema, ci sono state tante infiltrazioni, è stato un luogo di insediamento per molti extraterrestri, è sempre stato un pianeta multiculturale, una meta per l'intero universo dove è successo di tutto. Ci sono stati condizionamenti da fuori e per questo abbiamo anche gli estremismi religiosi sulla Terra, perchè ci sono stati degli extraterrestri che si sono circondati del culto e hanno promosso e costruito le religioni e i Pleiadiani sono qui già da tanto tempo, e adesso sono impegnati con Billy a promuovere questa missione.»
Eduard Billy Meyer, nato in Svizzera, nel 1937, è uno dei più famosi contattisti del mondo. Vide per la prima volta un disco volante nel 1942, in compagnia di suo padre. Da quel momento gli avvistamenti si intensificarono fino a che non si trovò ad essere protagonista di incontri ravvicinati del terzo e quarto tipo (contatti fisici e dialoghi con Esseri di altri mondi) e portatore di un messaggio affidatogli da esseri extraterrestri provenienti dalle Pleiadi. Il materiale fotografico e i filmati da lui realizzati, prova dei suoi contatti, sono tra i migliori del mondo. La figura più importante della sua esperienza è quella di Semjase, essere femminile che contribuì alla sua istruzione.

Perchè i Pleiadiani sono così preoccupati per noi e per il nostro futuro?

Perchè loro sono i nostri antenati, perchè loro si sono assunti la colpa di aver portato il male qui da noi, e tutte le brutture che esistono qui sulla Terra, e vogliono rimediare a questo portando il loro insegnamento e questo dovrebbe risanare quello che è stato fatto.


Come vivono i Pleiadiani sul loro pianeta?

E' molto diverso da qui, non c'è stress, non ci sono auto sulla strada, ci sono solo velivoli. Le costruzioni sono molto diverse da qui, o sono rotonde o sono elicoidali. Le persone lavorano, ma solo due ore al giorno. Non hanno i soldi, quelli li hanno eliminati già da tempo. E' tutto un altro mondo.

 La Terra già da milioni di anni è servita come colonia di detenzione, questo è il problema, ci sono state tante infiltrazioni, è stato un luogo di insediamento per molti extraterrestri, è sempre stato un pianeta multiculturale, una meta per l'intero universo dove è successo di tutto. Ci sono stati condizionamenti da fuori e per questo abbiamo anche gli estremismi religiosi sulla Terra, perchè ci sono stati degli extraterrestri che si sono circondati del culto e hanno promosso e costruito le religioni e i Pleiadiani sono qui già da tanto tempo, e adesso sono impegnati con Billy a promuovere questa missione. Loro sono i nostri antenati, si sono assunti la colpa di aver portato il male qui da noi, e tutte le brutture che esistono qui sulla Terra, e vogliono rimediare a questo portando il loro insegnamento e questo dovrebbe risanare quello che è stato fatto.

Extraterrestri

Video dedicato a Paola Harris

Intervista a Paola Harris - Giornalista Esopolitica

Il mio lavoro è per loro, affinché possano cambiare la loro visione del mondo

ed ospitare un quadro più ampio di umanità galattica .. e la sua relazione con il Cosmo.
Intervista a Paola Harris - parte 1 di 2

Intervista a Paola Harris - parte 2 di 2