sabato 8 settembre 2012

....Nuovo record per il teletrasporto: particella di luce replicata alla distanza di 143 chilometri


Nuovo record per il teletrasporto: particella di luce replicata alla distanza di 143 chilometri

Una particella di luce replicata alla distanza di 143 chilometri – Nuovo record di distanza per il teletrasporto: le caratteristiche di una particella di luce (fotone) sono state replicate a una distanza di 143 chilometri, pari all’incirca a quella che separa New York da Philadelphia. Il traguardo è stato raggiunto da un gruppo internazionale di ricercatori presso l’Optical Ground Station dell’Agenzia spaziale europea (Esa) alle Canarie.


L’esperimento, condotto in collaborazione con ricercatori di Austria, Canada, Germania e Norvegia, è descritto sulla rivista Nature Magazine. Il cosiddetto ‘teletrasporto quantistico’ ha consentito di trasferire le proprietà fisiche di un fotone su di un altro posto a 143 chilometri di distanza ma legato in una sorta di abbraccio virtuale che i fisici chiamano ‘entanglement’, per il quale gli elementi di una coppia, anche se separati, sono soggetti a una correlazione a distanza. Si è così creato un ‘ponte’ invisibile che ha unito il telescopio Jacobus Kapteyn, sull’isola di La Palma, con la stazione Esa a Tenerife.

A differenza di quanto si possa pensare, però, questo processo non consente di ‘fotocopiare’ letteralmente la particella, perché il trasferimento delle informazioni implica la distruzione dell’originale. ”Questo risultato apre la strada per le comunicazioni quantistiche su lunghe distanze”, spiega Eric Wille, responsabile del progetto per l’Esa. ”Il primo teletrasporto quantistico è avvenuto in condizioni di laboratorio.

La sfida qui – aggiunge – era quella di mantenere l’entanglement tra i due fotoni separati da 143 chilometri nonostante le interferenze dovute alle condizioni atmosferiche, in modo da poterlo utilizzare per il teletrasporto quantistico”. Per Rupert Ursin, dell’Accademia delle scienze austriaca, ”il prossimo passo sarà realizzare il teletrasporto quantistico verso un satellite in orbita per dimostrare la possibilità di avere una comunicazione quantistica su scala globale”.
fonte: ANSA
  

Marilyn Monroe | Forever Young

   

......SORPRESE DI VELENI NEL MAR TIRRENO

di Gianni Lannes

Imbarazzante per il governo Monti: i rifiuti industriali inabissati nel santuario dei cetacei non sono stati ancora recuperati. E' passato quasi un anno dall'affondamento di ben 40 tonnellate di scorie pericolose  (stipate in bidoni metallici) - ufficialmente - in trasferta dalla Sicilia in Lussemburgo, perse al largo dell'isola di Gorgona dall'eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi.

I fusti eccoli sul monitor. Recentemente una trentina di echi, che potrebbero essere bidoni, sono stati ascoltati dal sonar della nave Magnaghi della Marina Militare e confermati dal suo magnetometro. La nave idrografica ha dimostrato che di bidoni tossici nel mare toscano ce ne sono tanti, e non solo quelli affondati 9 mesi fa.

“Toglieteli subito”: Marco Solimano e Francesco Gazzetti hanno consegnato 4 mila firme al sindaco di Livorno Alessandro Cosimi. La petizione popolare chiede la rimozione dei veleni (senza se e senza ma). «Accolgo queste firme - ha detto il primo cittadino pro tempore, favorevole al rigassificatore - come un ulteriore stimolo a non smettere di occuparci del problema, insieme alle altre istituzioni locali e nazionali, spingendo lo Stato a surrogare chi, fino a questo momento, non ha fatto completamente il suo dovere, cioè l'armatore della motonave, e a fargli pagare, alla fine, il costo del recupero dei bidoni. Ne mancano ancora una settantina, una ventina sono stati individuati e verranno recuperati, ma bisogna tirarne su il massimo numero possibile». Il sindaco ha dato i numeri al lotto, perché i conti non tornano in fondo al mar. Allora ministro Clini? 

Quality video Nibiru, March 2012 2


Terremoto Magnitude mb 6.0 Region PAPUA, INDONESIA


Magnitude
mb 6.0


Region
PAPUA, INDONESIA


Date time
2012-09-08 10:51:43.0 UTC


Location
3.19 S ; 135.16 E


Depth
10 km


Distances
1559 km SE Davao (pop 1,212,504 ; local time 18:51:43.1 2012-09-08)
502 km SE Sorong (pop 125,535 ; local time 19:51:43.1 2012-09-08)
41 km NW Nabire (pop 43,898 ; local time 19:51:43.1 2012-09-08)

Global view

 MAURIZIO BAIATA: "IO, RAPITO DAGLI ALIENI"

Maurizio Baiata, giornalista e scrittore, racconta un'esperienza lontana nel tempo ma sempre viva nella sua memoria

"Ho fatto diversi avvistamenti, anche abbastanza eclatanti, che mi avevano già convinto che si trattassero di ufo. Ma quando te li ritrovi in camera da letto, beh, il discorso cambia!" Si apre un sorriso sul volto di Maurizio Baiata, mentre mi racconta questo incontro ravvicinato del 4° tipo. A tu per tu con gli alieni, roba da film di fantascienza o, peggio, da esaltati. Non ti aspetti che a parlartene, senza remore e senza imbarazzi, con una serenità stile zen, sia invece un collega, una persona sicuramente seria e senza dubbio pure sana di mente... Stupisce dunque l'esperienza incredibile che Baiata- giornalista e scrittore, con un passato di brillante critico musicale e un presente di ufologo stimato in tutto il mondo (insomma, “dischi&dischi volanti”, come ama scherzare lui) - dice di aver vissuto 13 anni fa.
Un incontro che lo ha cambiato per sempre, come spiega nel suo libro "Gli alieni mi hanno salvato la vita", un'autobiografia che si legge come un romanzo.
Lo ho incontrato durante l'International X Congress organizzato a Pescara dall'amico Pino Morelli ed ha accettato di ripercorrere con me quei momenti che anche lui ha saputo rielaborare e comprendere solo adesso, a distanza di oltre un decennio.
"Una notte del 1999 mi sono svegliato alle 4 del mattino e mi son trovato 3 classici grigi accanto al mio letto. Ho comunicato con loro più o meno telepaticamente. Ma ho capito quello che è successo veramente solo in regressione ipnotica negli Stati Uniti, a Phoenix. Cosa volevano da me? Quando vengono, usano una frase chiave che è uguale per tutti i contattati del mondo: "Non ti preoccupare, non ti faremo alcun male". Sono un po' biblici, nel loro approccio...
Ma in effetti ti ritrovi in uno stato di paralisi fisica e puoi solo gestire un rapporto mentale con loro. Gli occhi -che ancora sono aperti- possono guardare e vedere attorno a te tutto quello che sta accadendo, ma il tuo corpo è immobilizzato. La mente invece è vigile. Eppure l'interazione che ha luogo in quel momento non è più legata ad una straordinarietà: diventa ordinaria per la persona che la sta vivendo, perché a quel punto tu sei in contatto con loro. Fai conto di poter parlare con un gorilla. È chiaro che sarebbe estremamente strano, giusto? Il nostro linguaggio, il livello di comunicazione è molto diverso. Bé, è la stessa cosa con loro, solo che avviene telepaticamente.
Questa comunicazione telepatica però durò pochissimo e io fui convinto di averli mandati via: con la forza del pensiero o con il vuoto delle arti marziali, visto che ne sono stato un praticante per molti anni. E invece non andò così. Nel 2010, 11 anni dopo, ho capito che venni portato da un'altra parte e sottoposto a degli esami medici, ad un qualcosa che poi ho capito esser stato determinante nell'arco della mia vita. La loro presenza è da sempre con me."
Gli anglosassoni le chiamano "abductions": veri e propri rapimenti dove le vittime sono esseri umani e gli aguzzini entità provenienti da altri mondi. Spesso i racconti sono drammatici: gli addotti vivono come un trauma quell'esperienza che la maggior parte del mondo scientifico spiega come semplici allucinazioni ipnagogiche. Insomma, si tratterebbe solo di sogni, ma così realistici da essere scambiati per eventi davvero accaduti. Maurizio Baiata però è sicuro di essere stato ben sveglio, durante quel contatto straordinario che ha assunto per lui un significato speciale. I suoi profondi occhi neri hanno un guizzo quando glielo domando.
"Per me in primis è scattata una forma di rimozione totale dell'esperienza e non ho più voluto pensarci per molti anni. Però dopo gli incontri con tante persone che si dicevano addotte e mi chiedevano una mano, ovviamente dentro di me è iniziata a sorgere l'esigenza di saperne sempre di più. Così da 2 o 3 anni a questa parte ho cambiato atteggiamento nei confronti del fenomeno e non lo considero assolutamente di natura negativa. Ovviamente, esistono gli alieni negativi, come esistono gli uomini che non vogliono il nostro bene. Ma io direi- come diceva il colonello Corso- che in fondo il loro atteggiamento nei confronti dell'essere umano è sostanzialmente neutrale. Però è evidente che hanno bisogno di qualcosa che noi possediamo. Questo è uno dei punti in discussione."
Una vicenda eccezionale, la sua, ma- assicura- non unica. Anzi, secondo il giornalista/ufologo esisterebbe una casistica impressionante, anche qui, in Italia, con un numero di presunti rapimenti alieni da brivido. Anche se pochi, pochissimi lo raccontano. Perché hanno paura di passare per pazzi, perché non riescono a comprenderne la reale natura di ciò che è avvenuto o forse perché non ne hanno un ricordo consapevole...
"Sono tutte buone ragioni per evitare di parlarne, tutte insieme. Ma il primo motivo è perchè non capiscono che cosa sia successo e non sanno come vivere questo tipo di esperienza. A chi la vanno a raccontare? Quindi, tengono tutto per sé e si rivolgono ad un supporto di ordine terapeutico solo quando si convincono di averne bisogno. Si arriva così a capire che quelle esperienze fanno parte di un altro livello della nostra esistenza. A livello di coscienza, il fenomeno delle abduction è un fenomeno di carattere evolutivo, non involutivo, perché ti pone rispetto alla presenza dell'alieno su un piano quasi di parità, di dignità. Ovvero, se loro sono interessati a noi- a me, ad esempio -anch'io sono interessato a loro; c'è una forma di scambio e di dialogo e la cosa è funzionale per tutti.
Però senza dubbio c'è un mondo sommerso, una realtà che non emerge, proprio perché le persone sono estremamente reticenti. Negli Stati Uniti va un po' diversamente, ma solo perché c'è stato il Professor John Mack, docente di psichiatria ad Harvard, che probabilmente ci ha rimesso la vita oltre che la carriera per aver voluto affrontare questo tipo di problematica da un punto di vista accademico e scientifico. A tutt’oggi l'impostazione generale nel confronto del problema delle 'abduction'- o 'fenomeni di contatto', come io preferisco chiamarle- è appannaggio di pochissimi ricercatori, tra psicologi, psicoterapeuti, ipnoterapeuti.
In Italia si contano sulle dita di una mano. Così tra ufologi, alienologi e gli esperti deputati scientificamente allo studio ancora non c'è quell'interazione che potrebbe far portare il livello della ricerca un po' più in alto. Ma i contattati invece sono migliaia! Sicuramente, in Italia sono migliaia. Anzi, con il professore Corrado Malanga, molti anni fa, riuscimmo più o meno ad individuare con un sondaggio la percentuale degli addotti: è circa il 5 per cento della popolazione italiana. Quindi, fai il conto..."
L'intervista integrale a Maurizio Baiata sarà pubblicata nel prossimo numero della newsletter di Extremamente, in data ancora da definirsi.


Intervista di Sabrina Pieragostini

fonte

 NUOVO RECORD PER IL "TELETRASPORTO QUANTISTICO"

Un team internazionale di ricercatori nelle isole Canarie, ha stabilito un nuovo record mondiale di distanza in ‘teletrasporto quantistico’ riproducendo le caratteristiche di una particella di luce attraverso 143 km di aria aperta. 

La ricerca finanziata dall’ESA attraverso scienziati provenienti dall’Austria, dal Canada, dalla Germania e dalla Norvegia, ha saputo trasferire le proprietà fisiche di una particella di luce – un fotone – sul suo partner ‘impigliato’ via teletrasporto quantistico, colmando così una distanza di 143 km tra il telescopio Jacobus Kapteyn a La Palma e la stazione ottica adiacente posta a Tenerife. “Questo risultato apre nuove strade per la lunga distanza di comunicazione quantistica“, ha spiegato Eric Wille, supervisionando il progetto per l’ESA. “Il primo teletrasporto quantistico si è svolto in condizioni di laboratorio”. 

“La sfida – continua – era quella di mantenere l’intreccio tra due fotoni separati da 143 km, nonostante fosse turbato dalle condizioni atmosferiche, tale da poter ancora essere utilizzato per il teletrasporto quantistico.” Per raggiungere questo risultato, la squadra ha dovuto attendere un anno, dopo il tentativo non riuscito dello scorso 2011 dovuto a condizioni meteorologiche particolarmente avverse. 

Le due stazioni sono state situate ad una quota di 2400 metri s.l.m., dove pioggia, nebbia, vento forte, neve o addirittura tempeste di sabbia la fanno da padrone. L’esperimento si è svolto a fine Maggio, stabilendo, come riferito, un nuovo record per la distanza teletrasporto. “Il prossimo passo dovrà essere quello di raggiungere un satellite in orbita per dimostrare una comunicazione quantistica su scala globale”, commenta il dott. Rupert Ursin dell’Accademia Austriaca delle Scienze. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Nature di questa settimana.


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