venerdì 7 giugno 2013

CURARE OLTRE LO SPAZIO-TEMPO

Abbiamo intervistato Nuno Sa Coimbra, un medico portoghese che usa per le sue cure energetiche una luce detta Luce di luce. La Luce di luce ha la facoltà di attraversare la materia e di agire oltre questo spazio-tempo sull’origine prima di tutti i disturbi e di tutte le malattie. Oltre a ciò la Luce di luce ristabilisce la comunicazione con il mondo creatore, ossia ha anche un effetto spirituale.

Dottor Sa Coimbra, che cos’è la Luce di luce?

La Luce di luce è una luce che appartiene all’altro spazio-tempo. È stata captata per la prima volta dal francese Alain Masson utilizzando una tecnica fotografica particolare. Masson ha scattato delle foto, dette foto AD (attrazione doppia), che hanno captato la Luce di luce. In trent’anni di ricerca Masson ha potuto provare che questo tipo di luce non segue le leggi dell’ottica. Essa infatti passa attraverso la materia, agisce sulle memorie del corpo e sui globuli rossi del sangue. Alcuni esperimenti effettuati da una biologa francese hanno dimostrato che i globuli rossi trattati con la Luce di luce sono più resistenti. Secondo altri esperimenti anche i neutrofili (che agiscono in caso di infezione) risultano più attivi dopo il trattamento.

Si sono fatti altri esperimenti del genere?

Sarebbe stato effettivamente utile proseguire nella sperimentazione, il problema sta nel fatto che la Luce di luce non si può misurare con le nostre apparecchiature poiché queste ultime sono fatte per il nostro spazio-tempo e possono misurare solo ciò che è più denso. Per il momento quindi si possono solo vedere e studiare gli effetti della Luce di luce e il solo modo che conosco per captarla è la tecnica fotografica di Alain Masson. Per constatare che la Luce di luce passa attraverso la materia si può ad esempio scattare una foto senza togliere il coperchio dell’obiettivo. Si ottiene così un’immagine ricca di colori e ovviamente nessuna forma materiale. Se poi si scatta di nuovo senza mutare la posizione della macchina ma togliendo il coperchio, si ottiene una foto con il paesaggio e colori diversi.

Lei ha parlato di memorie del corpo. Che cosa intende con questo termine?

Intendo alludere alle conseguenze di situazioni traumatiche, o vissute come tali, che generano delle interferenze. Sappiamo che l’essere umano ha un corpo energetico dal quale dipende la salute del corpo fisico. Le memorie agiscono dapprima sul corpo energetico e, una volta che questo è danneggiato, il disordine si manifesta a livello fisico, mentale o emozionale. Ciò che molti ignorano però è che le memorie sono fissate anche nell’altro spazio-tempo e che pertanto tutto il lavoro di cura che verrà fatto a livello fisico o energetico sarà solo un palliativo. Se curiamo una malattia a livello fisico siamo quindi lontanissimi dalla vera causa dello squilibrio. Se la curiamo a livello energetico, avremo fatto un passo avanti ma non avremo ancora raggiunto l’origine. Se invece riusciamo ad agire nell’altro spazio-tempo, possiamo innescare una serie di reazioni a catena che provocheranno un effetto più profondo.

Quindi le malattie sono causate da memorie?

Certo. Le memorie sono la vera causa di tutte le malattie anche se queste ultime si manifestano in modi diversi. Sono convinto che tutte quelle che la medicina considera come malattie non sono in realtà altro che sintomi. Ciò nonostante per curare agendo sui due spazi-tempo bisogna essere medici, poiché bisogna saper intervenire nei casi acuti, come ad esempio un infarto. Nello stesso tempo tuttavia bisogna essere ben coscienti che tutti i malesseri che affliggono il paziente non sono altro che sintomi. Ciò che conta è la memoria che ha causato il tutto.

Mano fotografata dalla Kirlian camera

Lei usa la Luce di luce sulla cicatrice più vecchia che il paziente riesce a ricordare. Perché?

Per vent’anni ho lavorato usando la terapia neurale e la foto Kirlian, ma le ho usate in modo particolare. Praticando la terapia neurale infatti ho compreso l’importanza della prima cicatrice, la ferita più vecchia che permette di lavorare sulle memorie. Per quanto concerne la foto Kirlian, solitamente la si usa per la diagnosi, ad esempio per individuare un problema all’utero, o alla prostata. Ma se si fa una seconda foto Kirlian dopo aver trattato la prima cicatrice, si scopre che tutto il quadro è cambiato. Quindi ho cominciato a lavorare sulle cicatrici usando la foto Kirlian solo per controllare l’equilibrio e mai per fare una diagnosi. All’inizio trattavo le cicatrici con la terapia neurale, poi ho usato il laser, più avanti ancora i colori e la cromopuntura. Finalmente ho scoperto la Luce di luce e ho constatato che potevo lavorare in modo molto più profondo. Quando usavo le altre tecniche potevo certo ottenere dei risultati: ad esempio potevo curare una sciatica, ma sentivo che mancava qualcosa e che il paziente continuava a soffrire anche se in modo diverso. Il fatto era che la cicatrice restava iscritta nell’altro spazio-tempo e che la si poteva trattare veramente solo a quel livello.

Le memorie che tratta attraverso le cicatrici risalgono solo a questa vita o possono essere più antiche? Non possono essere state causate da esperienze vissute ad esempio dai nostri antenati, o da noi stessi in altre vite?

Certamente. Possono essere esperienze molto antiche. Ma le esperienze in quanto tali non mi interessanno. Se si tenta di conoscerle si rischia di perdersi e si entra in uno schema di sofferenza. Basta trattarle con la Luce di luce.

Quindi non è necessario che il paziente sappia quale memoria lo tormenta?

Penso di no. Sarebbe una conoscenza puramente mentale, ma potrebbe in certi casi agire inconsciamente e provocare degli sconvolgimenti a livello emozionale. Con la Luce di luce il paziente non sente nulla e le memorie spariscono dolcemente. Credo sia importante agire a un livello superiore.

Se ho ben capito una parte di noi vive in uno spazio-tempo diverso?

Ci siamo abituati a pensare che l’essere umano è solo ciò che vediamo. In tempi più recenti taluni hanno accettato l’idea dell’energia, ma i testi dell’antica Tradizione ci insegnano che la natura di tutte le cose è settuplice. La tecnica di Alain Masson permette di vedere questa molteplicità dei corpi. Se scattiamo una foto con la tecnica AD e poi rifotografiamo la foto stessa, otterremo un’immagine diversa. Questo fa pensare che abbiamo avuto accesso a spazi-tempo diversi e che abbiamo potuto vedere alcune di queste sette realtà. Inoltre Alain Masson ha scoperto che ciascuno di noi ha sopra la testa un alone luminoso che ha chiamato “nimbo”. Il nimbo è un organo, esattamente come il fegato, ma è un organo sottile e pertanto sfugge alla nostra vista ordinaria. Alain Masson ha scritto che quando due persone si incontrano e sentono un’attrazione reciproca, i loro nimbi si avvicinano. Se al contrario provano antipatia, i nimbi si allontanano. Quindi il nimbo è un organo di comunicazione interpersonale, ma non è solo questo: il nimbo infatti ci mette in comunicazione con il mondo creatore, con l’altro spazio-tempo. Le memorie traumatiche si fissano nel nimbo bloccando questa comunicazione superiore che può essere ristabilita solo se trattiamo le memorie. Man mano che il trattamento procede si vede che il nimbo si libera e diventa più luminoso. La comunicazione con il mondo creatore e con quello che ci circonda diventa più facile. Lo scopo del lavoro con la Luce di luce è proprio questo: liberare le persone dalle memorie per permettere loro di comunicare con l’altro spazio-tempo. A mio parere infatti la Luce di luce è un’intelligenza, una forza intelligente.

Quindi alla fine il lavoro con la Luce di luce è un lavoro spirituale?

Credo che, dato che siamo stati dotati di intelligenza, dobbiamo usarla per progredire. Purtroppo oggi il progresso è solo materiale, mentre dovrebbe essere anche spirituale. Ciò che chiamo medicina dei due spazi-tempo non è una medicina complementare e nemmeno una medicina alternativa, è semplicemente un prolungamento della medicina classica. La medicina moderna è stata tarpata della sua parte spirituale che un tempo era molto importante. Secondo me la scienza dovrebbe procedere per così dire mano nella mano con il mondo creatore dal quale noi tutti dipendiamo interamente. Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere la nostra ignoranza e la dipendenza da questo spazio-tempo diverso.


Intervista di Florinda Balli  

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